Scuola Milano Musica
L'esame di ammissione al Conservatorio di Milano
     
 

Dal 1997, al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, l'esame di ammissione è strutturato in tre prove. Vediamole nei dettagli.
La prima prova utilizza il famoso test di Arnold Bentley intitolato "L'abilità musicale nei bambini e la sua valutazione" pubblicato anche in traduzione italiana da Ricordi-Morano. E' un test che misura con notevole attendibilità le capacità percettive e si articola su quattro punti: discriminazione delle altezze, riconoscimento di motivi, percezione di suoni simultanei (accordi), riconoscimento di ritmi. A causa della sua complessità, richiede al candidato la compilazione di un questionario a risposta chiusa con ben sessanta domande, non viene utilizzato con bambini al di sotto degli otto anni che non hanno ancora sufficienti abilità di lettura e scrittura.
Per valutare le abilità motorie è stata messa a punto la seconda prova che si svolge come una specie di gioco. Nell'ultima sessione di esami qualche candidato molto giovane si è ripresentato più volte alla prova per ripetere il gioco che evidentemente gli era piaciuto molto. I bambini, a piccoli gruppi di cinque o sei, vengono invitati a imitare o a "rispondere" a un insegnante che propone loro una serie di gesti e di ritmi, utilizzando gli strumenti dello strumentario didattico e in qualche caso anche la voce. Degli osservatori valutano la precisione e la pertinenza delle risposte. In realtà attraverso l'osservazione delle risposte è possibile cogliere non solo la qualità del coordinamento motorio ma anche la capacità di memoria a breve termine, di concentrazione, le strategie comunicative, ecc. In sostanza qualche piccolo indizio sulla motivazione.
I risultati delle prime due prove vengono comunicati agli insegnanti di strumento che svolgono la terza prova. E' quella che serve a valutare le attitudini fisiche allo studio di un certo strumento: la conformazione del labbro, della dentatura, delle mani, la statura, ecc. a seconda dello strumento prescelto. Visto da fuori potrebbe far sorridere pensare che è necessario mostrare i denti per sapere se non ci sono controindicazioni allo studio dell'oboe o del clarinetto. Ma è necessario pensare in prospettiva all'enorme carico di lavoro muscolare che comporta lo studio professionale di uno strumento. Una posizione scorretta, o una conformazione fisica non adeguata potrebbero alla lunga produrre delle vere e proprie patologie.