Lodevoli iniziative, ma...

 

Quanti modi vi sono per accostarsi alla musica? Chi è responsabile del degrado musicale del nostro pubblico, spesso denunciato da intellettuali sensibili al problema? E quali soluzioni si propongono? Il caso è intricato e, al momento, sembra senza vie d'uscita. Le responsabilità rimbalzano dalla famiglia alla scuola e da questa ai politici in un girotondo che, come tutti i girotondi, avrà un finale noto: casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra.

 

E se non siamo già finiti per terra è solo in virtù della fantasia e della genialità nazionali, un patrimonio che non essendo soggetto alle decisioni della burocrazia, ancora ci consente di nutrire qualche speranza per il futuro. Fortunatamente ci sono ancora insegnanti che, con lodevoli iniziative, importantissime per il futuro della nostra arte e della nostra cultura in generale, utilizzando la musica come strumento di alti contenuti didattici e formativi, abituano i giovani gradualmente a considerarla non solo come divertimento ma come strumento indispensabile di conoscenza e di elevazione spirituale.

 

Si va dalla scuola con indirizzo commerciale che realizza un cd su Verdi alla media che si inventa scambi culturali musicali con scuole straniere coinvolgendo nell'operazione tutta la comunità scolastica in un entusiasmante progetto, ci sono teatri che organizzano cicli e festival studiati apposta per i giovani e associazioni musicali che allestiscono spettacoli operistici opportunamente rivisitati per i più piccoli.

 

Perciò ben vengano le proposte e i surrogati, ma è bene che gli insegnanti valutino con molta attenzione alcune offerte di musica, come, ad esempio, quelle che arrivano dalle organizzazioni concertistiche, in quanto non sempre idonee a costituire un valido approccio introduttivo all'ascolto. Non dimentichiamo la scarsa confidenza che i giovani hanno con la musica "classica".

 

Le occasioni, anche casuali d'ascolto, sono ridotte al minimo e quando avvengono, nel migliore dei casi, sono accolte con indifferenza, o peggio, considerato lo scarso incoraggiamento che generalmente trovano in ambito famigliare, con noia. Bene, quando qualche Ente o Associazione musicale vi propone per la vostra scuola la prova di un concerto o di uno spettacolo musicale è bene farsi precisare quale percorso didattico intendono svolgere.

 

Non lasciatevi ingannare dal nome e dal prestigio dell'interprete, non fatevi affascinare dalla sacralità del luogo, pretendete di conoscere qual è l'intento didattico dell'offerta e, solo dopo aver valutato con attenzione questo aspetto della proposta, prendete una decisione. Non abbiate paura di rifiutare se la proposta è generica e non risulta adeguatamente motivata.

 

Se si invitano i ragazzi di una scuola ad assistere alle prove di un'opera di Wagner cantata in tedesco, occorre che vi siano valide premesse perché questo incontro sia seriamente programmato e guidato. La difficoltà di questa musica, l'impegno che richiede, anche ad ascoltatori abituali, non è una novità per nessuno. La durata dell'esecuzione, talvolta più di quattro ore di musica, non è un elemento da sottovalutare. Perciò è necessaria qualche cautela.

 

Una casa si costruisce mettendo un mattone sopra l'altro partendo dalle fondamenta e non dal tetto. Così, se da un lato si richiede alle istituzioni un programma pensato per i giovani, è altrettanto importante che agli insegnanti si chieda una maggior attenzione nel valutare le proposte musicali. Meglio una in meno che una sbagliata!