La consapevolezza senso-motoria nella tecnica strumentale

 

I percorsi di studio generalmente adottati nelle scuole di musica, non certo presso Scuola Milano Musica, mentre riservano una grande attenzione alla conoscenza della musica e delle caratteristiche degli strumenti, spesso trascurano la necessità di conoscere se stessi nell'atto di suonare. Si potrebbe quasi dire che è necessario imparare a utilizzare il proprio corpo almeno quanto è necessario conoscere la musica e il proprio strumento.

 

Noi, personalmente, ripetiamo spesso ai nostri allievi che per suonare un passaggio virtuosistico è indispensabile che uno strumentista riesca a distinguere quali sono i movimenti necessari e quelli superflui, in modo da poter attivare volontariamente i primi disattivando i secondi, fino al punto in cui il gesto complessivo diventa automaticamente coordinato. Per arrivare a questo c'è bisogno di sviluppare gradualmente una sensibilità sempre più sottile, una capacità di guardare in modo sempre nuovo alle stesse cose. Ad esempio, prendete una penna o una matita e tenetela in modo da avere il pollice da un lato e le altre quattro dita dall'altro, in opposizione. Sentite quanta forza state impiegando per impedire che la penna cada. Sono appoggiate tutte e cinque le dita? Alcune fanno più pressione di altre? Giocate per un po' in modo da aumentare e diminuire la pressione che ogni dito fa fino a che non riuscite a scoprire quale è la minima attività delle dita che vi consente di non far cadere la penna. Se provate ad alleggerire ancora un po', la penna cade?

 

A volte crediamo di utilizzare la minima pressione ma dopo un po' scopriamo che avremmo potuto fare ancora meno. Lasciate cadere la penna e riprendetela fino a che siete sicuri che lo sforzo che fate sia davvero il minimo indispensabile per tenerla su e sia anche ben distribuito fra tutte le dita. Ora con la penna in mano, sdraiatevi sul pavimento su una coperta o tappetino che sia abbastanza morbido da non sentire fastidio ma abbastanza duro da darvi un buon sostegno. Evitate di farlo sul letto. Piegate le ginocchia e appoggiate le piante dei piedi a terra. Mettetevi comodi e lasciate che il vostro respiro si acquieti. Riprovate lo stesso esercizio di prima con il braccio e il polso appoggiati per terra o sulla pancia. Regolate il minimo sforzo che le dita devono fare per impedire che la penna cada giù. È lo stesso che facevate quando eravate seduti? O potete sentire più chiaramente il contatto di ciascun dito con la penna? Quando avete provato a sufficienza tornate seduti e sentite se anche da seduti potete accorgervi che la facilità è aumentata e che le dita possono essere così leggere da sembrar quasi che non facciano nulla, eppure la penna non cade. Lasciate la penna sul tavolo, abbandonate le braccia lungo il corpo e sentite se il modo in cui percepite la vostra mano destra è per qualche aspetto decisamente diverso da quello della mano sinistra. Le dita di una mano sono più distese di quelle dell'altra? Se immaginate un piccolo movimento con le dita, la destra risponde con più prontezza rispetto alla sinistra? Come può essere successo tutto ciò?

 

L'esperienza senso-motoria è la risorsa primaria attraverso la quale conosciamo il mondo, sia esso un pavimento su cui ci rotoliamo, una penna che solleviamo, o uno strumento sul quale produciamo un suono. Il feedback sensoriale che percepiamo nell'esperienza del movimento o come conseguenza della nostra azione ci rende capaci di ripetere quell'esperienza immaginando, prevedendo e controllando con una certa approssimazione l'effetto di essa. Abbiamo a che fare con questa facoltà del nostro cervello per la maggior parte del tempo in cui siamo svegli. Se la utilizziamo per molte ore al giorno a contatto con uno strumento musicale probabilmente diventeremo capaci di esprimerci attraverso esso come siamo capaci di fare con la nostra voce o le nostre espressioni facciali.

 

Questa consapevolezza senso-motoria oltre a far crescere il potenziale dell'allievo e migliorare la sua flessibilità e la sua coordinazione, fa sì che prevenga quelle malattie professionali (mal di schiena, tendiniti, dolori articolari o muscolari ecc.) che a volte si affacciano maledettamente proprio nei momenti in cui ci si immerge nello studio in vista di impegni importanti come concerti, esami o concorsi. Ma la conseguenza forse più importante sarebbe quella di riappropriarsi della capacità di partecipare completamente, tutti interi, al proprio suonare, diventando una cosa sola con il proprio strumento e la propria musicalità.